È noto che a Siena esistano parecchi spazi verdi all’interno della città e vicino alle mura storiche; si tratta di orti urbani e piccoli giardini nei quali talvolta si trovano dei vigneti di dimensioni limitate, perciò estranei alle modifiche introdotte dall’agricoltura meccanizzata.
Da questa peculiarità nasce il progetto Senarum Vinea, volto a valorizzare le vigne storiche senesi e a raggiungere obiettivi a lungo termine, come la produzione del vino di Siena e a breve termine come i percorsi di enotrekking urbano.
Poiché abbiamo già segnalato quali sono i migliori vini del senese, è opportuno promuovere questa iniziativa che ha riscoperto i vitigni più antichi della città.
Dove si trovano le vigne più antiche di Siena
Nel dettaglio si tratta di Gorgottesco (podere La Vigna-strada di Certosa di Maggiano, convento di San Domenico e podere Ponticini-strada di Busseto), Tenerone (strada Cassia Sud), Salamanna (Orto de’ Pecci, convento San Domenico, podere La Vigna-strada di Certosa di Maggiano), Occhio di pernice (istituto San Girolamo), Prugnolo gentile (podere Badalucco-Porta San Marco), Procanico (strada del Linaiolo), Sangiovese piccolo precoce (strada di Istieto), Rossone (Orto de’ Pecci), Mammolo (strada di Istieto, strada Cassia Sud) e Moscatello nero (podere La Vigna-strada di Certosa di Maggiano).
Queste 10 vigne sono state recuperate grazie al lavoro del Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università di Siena, dell’Associazione Nazionale Città del Vino con il contributo iniziale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. L’obiettivo è offrire tour guidati di enotrekking urbano e periurbano con degustazione di vini, per consentire al turista di conoscere le forme tradizionali di coltivazione della vite negli spazi verdi a Siena e fuori delle mura storiche.
È prevista inoltre la realizzazione dell’app Senarum Vinea per smartphone, affinché si possano consultare informazioni sulle tappe del percorso grazie alla lettura dei Qr-code.
L’itinerario partirà dalla Basilica di San Domenico (dove è situato l’orto dei frati domenicani), passa per Fontebranda (dove in passato esisteva un piccolo vigneto), Piazza del Campo, Piazza del Mercato, l’orto dell’Istituto di S. Girolamo e l’Orto de’ Pecci, la più celebre oasi verde in città.
In attesa della nascita del vino DOP Siena, perché non approfondire la tradizione vitivinicola locale, spaziando dalle enoteche alle cantine storiche, passando per i vigneti? Tutti questi aspetti fanno parte dell’affascinante mondo del vino, che in Toscana ha raggiunto livelli di eccellenza incomparabili rove.
Venite a Siena per un soggiorno dedicato all’enogastronomia, avrete l’imbarazzo della scelta riguardo ai posti da visitare.
Sito web per informazioni sul progetto: www.senarumvinea.unisi.it.
Credits foto: Andrea Ciacci








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